THE OUTER WORLDS – LA RECENSIONE

THE OUTER WORLDS – LA RECENSIONE

Obsidian torna sulle scene videoludiche con un Action-RPG in prima persona dal carattere esplosivo, intitolato The Outer Worlds, considerato da molti il seguito spirituale di Fallout: New Vegas (ed è un complimento!).

The Outer Worlds chiede al giocatore di vestire i panni di un sopravvissuto di una nave volante alla deriva nello Spazio profondo di nome Speranza, risvegliato dall’ibernazione da un losco personaggio di nome Phineas (a quanto pare, un criminale spaziale). La nave avrebbe dovuto raggiungere una Colonia (Alcione), un sistema di pianeti gestito da più multinazionali dedite allo sfruttamento delle risorse planetarie, ma qualcosa è andato storto ed il viaggio è durato molto più del previsto. Aprendo gli occhi dopo circa settant’anni (al contrario dei dieci previsti per il completamento del viaggio), è normale sentirsi disorientati, ma in qualche modo si deve pur reagire. Consigliati da Phineas, ci fiondiamo sul primo pianeta raggiungibile alla ricerca di una nuova nave per viaggiare e di… risposte.

The Outer Worlds

Dopo aver superato l’editor per la creazione e la personalizzazione del proprio alter-ego virtuale, che permette di determinare, oltre all’aspetto estetico, il sesso e gli attributi (che andranno ad influire sulle abilità). In The Outer Worlds le abilità sono suddivise per generi, ad esempio quello dedicato all’Invisibilità racchiude al suo interno tre diversi aspetti: Hacking, Furtività e capacità di Scassinamento. Superata la soglia dei 50 punti di abilità, tutti i punti successivi ottenuti dovranno essere assegnati manualmente nei sotto-gruppi dedicati. Questa meccanica funziona in modo eccezionale e permette di creare un personaggio fortemente caratterizzato e specializzato in ben determinati aspetti. Si può quindi diventare abili nell’arte del muoversi nell’ombra (Categoria dell’Invisibilità), per poi specializzarsi, ad esempio, esclusivamente nell’hacking dei sistemi informatici, rinunciando agli altri due aspetti (furtività e scassinamento). A tutto ciò si aggiunge la possibilità di scelta delle diverse attitudini proposte, che assegneranno al giocatore un preciso bonus iniziale. Ogni punto abilità assegnato, ed in generale ogni tratto del personaggio creato, potrà essere riassegnato comodamente seduti all’interno della prima astronave che troverete nel corso dell’avventura.

Il mondo di gioco di The Outer Worlds non ha una struttura unica ma è suddiviso in livelli, questo per la precisa volontà degli sviluppatori di contrarsi sulla trama e sul ritmo di narrazione. I giocatori saranno quindi catapultati di continuo in diverse ambientazioni, da astronavi di titaniche proporzioni a pianeti più o meno ostili, e molto altro ancora. Gli NPC disseminati nel mondo di gioco proporranno nuove missioni e le loro linee di dialogo uniranno i vari punti della trama, che prenderà lentamente forma tra uno scontro e l’altro. L’atmosfera che si respira nel mondo di gioco non è delle migliori, perché a quanto pare le multinazionali che gestiscono la raccolta delle risorse dei vari pianeti hanno poca considerazione di coloro che questi pianeti li abitano (e sui quali lavorano). Comunità di ribelli e squadroni di predoni (ovvero, tutti coloro che si sono ribellati al sistema), rendono la narrazione particolarmente esplosiva.

The Outer Worlds

The Outer Worlds è un titolo in grado di cambiare decisamente ritmo, soprattutto in base al tratto e alle caratteristiche che vengono assegnate al proprio personaggio. Le scelte multiple proposte non sono tantissime, tant’è che il gioco, infatti, propone soltanto due diversi finali (che per la qualità del titolo in sé, è bene precisarlo, vale la pena sbloccare entrambi. In linea di massima questa nuova opera targata Obsidian può essere giocata in modalità sparatutto, per gli amanti dell’azione, o seguendo attentamente tutte le possibilità offerte dagli eventi (e dal mondo di gioco) per non allontanarsi dalla più pacifica filosofia stealth, evitando il più possibile ogni tipo di scontro, agendo nell’ombra.

Dal canto nostro, ci sentiamo di consigliare un approccio che rappresenti un giusto mix tra l’azione e lo stealth, perché per quanto possa essere appagante passare alle spalle dei nemici senza farsi notare, sarebbe davvero un gran peccato rinunciare alla profondità del sistema di shooting messo in piedi dagli sviluppatori. Le sparatorie sono essenzialmente basate su un saggio utilizzo del rallentamento del tempo, da utilizzare soprattutto contro i nemici più ostici, per colpire con maggiore facilità i loro punti deboli, distruggendoli nel più breve tempo possibile, prima che si siano incassati fin troppi danni. La quantità delle armi (quasi tutte personalizzabili) è più che soddisfacente ed è possibile scegliere da armi pensate per il combattimento in mischia (lame al plasma, mazze elettriche e via discorrendo) ai classici fucili d’assalto, di precisione (per chi ama vestire i panni del cecchino), passando per lancia granate e più semplici pistole. L’equipaggiamento, dedicato esclusivamente a testa e busto, necessita di continue riparazioni ed offre, come per le armi, un alto livello di varietà. Armi e armature possono essere potenziate nel corso dell’avventura, e farete bene a tenerlo a mente, perché la varietà di nemici nel mondo di gioco di The Outer Worlds è impressionante, e di continuo vi ritroverete a fare i conti con creature (anche meccaniche) in grado di spazzarvi via con pochi colpi.

Come sottolineato dagli sviluppatori ancor prima del lancio del gioco, in The Outer Worlds non sarà possibile dare vita a storie d’amore (le tanto amate Romance che fanno impazzire gli amenti dei giochi di ruolo), ma ci saranno alcune situazioni comunque decisamente curate ed ispirate, legate in particolare ai due compagni d’avventura che deciderete (se vorrete farlo) di portare con voi in giro per lo Spazio.

  • The Outer Worlds
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Infine, per quel che riguarda il comparto tecnico e quello artistico, è doveroso sottolineare che in The Outer Worlds non tutto è perfetto. Alcune aree sono particolarmente ispirate, mentre gli interni risultano essere tutti piuttosto anonimi, privi di quella luce che sembra guidare quasi sempre la direzione artistica del progetto. In generale, il mondo di gioco sembra un po’ troppo piccolo, abituati ormai come siamo alle immense praterie virtuali dei giochi di ruolo con struttura Open-World.

The Outer Worlds risulta essere, in definitiva, un ottimo Action-RPG in prima persona, incredibilmente vario sia per quanto riguarda la profondità del gameplay, sia per il numero di armi ed oggetti di equipaggiamento da sbloccare. Sono soltanto due i finali che è possibile sbloccare, e le mappe risultano essere decisamente piccole, ma la qualità della narrazione e l’incredibile complessità relativa alle infinite possibilità di personalizzazione del proprio alter-ego virtuale vi spingeranno a vivere gli eventi più di una volta, con tutti i diversi approcci proposti dal gioco.

VOTO
8.5 su 10

Giuseppe Fragola

Dall'ormai lontano 1997 abbatto Draghi virtuali, salvo Principesse, mando in visibilio gli stadi di mezzo mondo a suon di gol e anniento avversari con ogni mezzo a disposizione (dagli hadouken alle spade infuocate). Non vedo ragione per smettere, quindi continuo!

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