PAGAN ONLINE – LA PROVA DELL’ARPG DI MAD HEAD GAMES

PAGAN ONLINE – LA PROVA DELL’ARPG DI MAD HEAD GAMES

Abbiamo messo le mani sulla più recente versione di Pagan Online, Action RPG (o hack’n’slash, se preferite) sviluppato da Mad Head Games (World of Tanks) per l’Editore Wargaming.net. Scopriamo insieme com’è andata!

Pagan Online è attualmente disponibile in versione PC, su Steam, con la formula dell’Early Access (Accesso Anticipato). Vale a dire che il titolo è ancora in “costruzione” e che al momento si deve chiudere un occhio sulle imperfezioni (che dovrebbero essere sistemate nella versione finale).

Tre le classi disponibili all’avvio dell’avventura, sulle otto in totale. E’ possibile dunque scegliere tra Kingewitch (il classico berserker), Istok (un Monaco con abilità classiche da Tank) e Anya, che fa dell’agilità la sua forza, grazie ad una velocissima frusta che ama combinare al lancio di incantesimi legati alla magia del sangue. Come il gioco suggerisce in maniera piuttosto chiara, la scelta del primo personaggio va fatta con cura, perché appena l’eroe preferito sarà stato selezionato, tutti gli altri risulteranno essere bloccati. Per poter vestire i loro panni sarà necessario sbloccarli nel corso dell’avventura grazie all’utilizzo di particolari cristalli. Peccato che questi cristalli siano “droppati” dal sistema di loot piuttosto raramente. Gli sviluppatori hanno già sottolineato in passato che Pagan Online non dovrebbe contenere, al suo interno, un sistema di microtransazioni, quindi facciamo fatica a capire questa scelta: come in Diablo III, ed altri grandi esponenti del genere Hack’n’Slash, gran parte del divertimento è dato dal continuo sperimentare classi e combinazioni di set, armi e armature. Perché mai si deve attendere la raccolta di cristalli per poter sbloccare la altre classi, è francamente incomprensibile.

Se non altro, l’impatto grafico di Pagan Online è notevole, considerando il genere di appartenenza. I mondi di gioco presentano una buona varietà e una gestione della fotografia che oseremmo definire più che ispirata (il titolo è ambientato in scenari provenienti dalla mitologia slava). La complessità e la fluidità delle animazioni ha già raggiunto un livello più che soddisfacente, anche se nelle scene più concitate sarebbe forse preferibile utilizzare indicatori in grado di risaltare meglio all’occhio (ad esempio, le barre vitali di ogni creatura nemica sono di un rosso troppo scuro, quasi impossibile da notare nei combattimenti più accesi).

Gli eventi narrati in Pagan Online trattano dell’eterno conflitto tra luce e ombra, in un mondo invaso da forze demoniache che hanno preso il sopravvento in seguito alla scomparsa delle divinità del Pantheon delle antiche popolazioni slave (tra le quali Dabog, Peru e Morana). Compito del giocatore sarà non soltanto quello di annientare le innumerevoli orde di demoni, ma soprattutto quello di ritrovare gli antichi Dei, per riportare la pace. Impossibile non notare forti somiglianze con quanto narrato da Blizzard nel suo Diablo III (ricordate per caso un certo “Re Scheletro”…?); una scelta che sa di occasione persa, perché attingendo alla mitologia slava, quante novità si sarebbe potuto tirare fuori, anziché fare un copia/incolla di situazioni già vissute in altri giochi?

Pagan Online, purtroppo, mostra rapidamente tutti i suoi limiti anche sotto il profilo più importante, ovvero quello del gameplay: gli Eroi, infatti, salendo di livello sbloccano tutti gli incantesimi ma non possono utilizzare build differenti. Le abilità possono essere migliorate attivando una serie di bonus passivi alle skill, che risultano essere comunque pochissimi. A ciò si aggiunge un problema non da poco, ovvero l’impossibilità (quasi totale) di modificare l’estetica del proprio eroe: soltanto l’arma viene mostrata con un aspetto differente (mancherebbe altro!) , mentre ogni oggetto equipaggiato non comporta nessuna variazione a livello estetico. C’è un solo modo per visualizzare il proprio alter-ego con un aspetto differente, ovvero quello di sbloccare delle nuove Skin, il cui prezzo è però davvero folle (e inoltre la “moneta” da spendere è la stessa utilizzata per sbloccare le altre classi: i cristalli!).

Altra scelta che proprio non ci ha convinto è quella di assegnare il sistema di controllo del personaggio ai tasti “WASD”, anziché relegarlo al click sinistro del mouse, come tradizione (e soprattutto logica) impongono in un titolo hack’n’slash dotato di visuale isometrica. Spostarsi in diagonale risulta essere inutilmente complesso, quando con un semplice click si sarebbe potuto ottenere lo stesso risultato, facendo spostare il proprio eroe nell’area desiderata. A ciò si unisce una ripetitività ai limiti dell’imbarazzante: ogni area di gioco è suddivisa in piccole arene, dalle quali non si scappa in nessuna maniera, se non mettendo al tappeto ogni creatura demoniaca comparsa a schermo. Per intenderci, vere e proprie “run” alla Diablo, dove gran parte dei nemici possono essere evitati per arrivare agli scontri più importanti, sono qui praticamente impossibili. E’ apprezzabile il tentativo degli sviluppatori di voler realizzare manualmente ogni singola area di gioco, ma ci sarà un perché se ogni ARPG in circolazione utilizza un sistema procedurale per la creazione dei livelli…?

Infine, il sistema di loot è ancora ben lungi dall’essere convincente: gli oggetti leggendari, per qualche inspiegabile ragione, non possono essere raccolti dai nemici abbattuti, ma solo creati manualmente, non prima di avere raccolto il progetto dedicato (e i materiali necessari). Non bastasse, il drop di questi oggetti (come per i cristalli utili per sbloccare la altre classi) è di una percentuale così bassa da risultare davvero snervante, anche per chi (come il sottoscritto) ha passato centinaia di ore su Diablo.

RIMANDATO

Giuseppe Fragola

Dall'ormai lontano 1997 abbatto Draghi virtuali, salvo Principesse, mando in visibilio gli stadi di mezzo mondo a suon di gol e anniento avversari con ogni mezzo a disposizione (dagli hadouken alle spade infuocate). Non vedo ragione per smettere, quindi continuo!

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