DAYS GONE – RECENSIONE DEL TITOLO TARGATO SIE BEND STUDIO

DAYS GONE – RECENSIONE DEL TITOLO TARGATO SIE BEND STUDIO

Un mondo in ginocchio, che di spezzarsi non ne vuole sapere, attraversato in lungo e in largo e (quasi sempre) in sella ad una moto. Questa è la nuova esclusiva PlayStation 4: Days Gone.

La nuova avventura sviluppata da SIE Bend Studio è ambientata nell’Oregon (Stati Uniti) e permette ai giocatori di vestire i panni del biker Deacon St. John, le cui vicende prendono vita a due anni di distanza dal breve filmato introduttivo. Divenuto un cacciatore di taglie, Deacon convive con il costante pensiero di aver affidato Sarah (la sua ragazza) ad un’organizzazione conosciuta con il nome di NERO (acronimo che sta per National Emergency Responce Organization), nel tentativo di farla curare e salvarle la vita, mentre la città bruciava e i Furiosi devastavano tutto, divorando corpi, vite, sogni e speranze.

Non passerà molto tempo prima di poter, finalmente, posare le mani sul manubrio della splendida moto del protagonista, attraversando splendidi paesaggi montani e paesini distrutti dal caos che ha stretto il mondo in una morsa mortale. La natura, ovunque, inizia a prendere il sopravvento su quanto creato (e perlopiù distrutto) dagli uomini, nella classica (e logica) tradizione imposta dai survival con ambientazione post-apocalittica. I pochi sopravvissuti chiamano questo nuovo mondo “L’Incubo”: oltre al costante pericolo dei Furiosi, bisogna infatti prestare attenzione alla presenza dei Ripugnanti, una vera e propria setta di individui votata ad un culto che prevede punizioni corporali.

Days Gone

In Days Gone è presente un mondo vasto e completamente esplorabile, dove ogni viaggio diviene una piccola avventura “a parte”. Deacon perderà la sua moto preferita dopo pochissime scene (non si può nemmeno parlare di spoiler, intendiamoci) e sarà costretto a fare affidamento su un modello ben meno performante (ed esteticamente meno attraente). Nel corso dell’avventura il bolide a due ruote andrà perfezionato grazie all’aggiunta di nuove parti meccaniche, al fine di migliorarne la potenza, la stabilità, la guidabilità e la resistenza. Un buon numero di adesivi e livree permetterà, inoltre, di girovagare tra le foreste dell’Oregon nello stile che più ci aggrada.

Tra missioni principali e secondarie, Days Gone tiene alta la bandiera degli open-world presentando un’avventura che richiederà circa 35 ore per essere portata a termine. Il mondo di gioco è “suddiviso” in sei differenti regioni, modellate grazie al performante Unreal Engine, tenute insieme da una storia che, lentamente, si dimostra essere particolarmente emozionante, ben scritta e ben recitata. Tra gli aspetti più interessanti del gioco, e che meglio ricalcano la natura survival del prodotto, vi è quello che vi costringerà e tenere costantemente d’occhio il livello di carburante: nel corso dell’avventura sarà possibile acquistare dei serbatoi sempre più capienti, ma l’incubo di restare a secco sarà un chiodo fisso del quale non riuscirete mai a liberarvi del tutto. Al termine di ogni missione vi ritroverete dunque a dare la caccia ad ogni più piccola tanica di benzina presente nel mondo di gioco. Questo aspetto è stato ritenuto così importante dagli sviluppatori che ai giocatori viene data possibilità di spingere la proprio moto contando solo sulla forza delle proprie gambe, o approfittando delle discese per mettere a folle e non sfiorare nemmeno l’acceleratore. A questo si aggiunge il fatto che la moto deve essere costantemente riparata tra un viaggio e l’altro, grazie a parti meccaniche disseminate tra le carcasse di automobili abbandonate in ogni dove, tra strade ancora asfaltate e folta vegetazione.

Days Gone

In Days Gone il mondo di gioco è reso vivo da un’eccezionale gestione del meteo dinamico, dove strade polverose si trasformano, sotto i nostri occhi, in lingue di fango, rendendo ardua la missione di restare in sella al proprio bolide, che sia alla luce del giorno, a quella infuocata del tramonto, o tra un bagliore e l’altro di fulmini e lampi che mostrano per qualche istante, tra i rami, il percorso da seguire. Alle avverse condizioni climatiche e al ciclo giorno/notte reagiscono tutte le creature del mondo di gioco. I Furiosi, ad esempio, odiano la luce, e preferiscono passare la giornata in dei nidi (che saremo chiamati a dar fuoco, per debellare almeno in parte l’invasione). Ma di notte, sotto i raggi della luna o incuranti dell’acqua che piomba giù dal cielo senza soluzione di continuità, essi si sentiranno libero di vagare in lungo e in largo, rappresentando una minaccia costante. Vi innamorerete definitivamente del gioco quando avrete a che fare con le prime orde, che vi costringeranno a scappare via, increduli, mentre i vostri occhi assisteranno a scenari da incubo, con orrende creature che riempiranno l’intero orizzonte, dandovi pochissime possibilità di salvezza.

A tale costante minaccia, inclusa quella rappresentata ai perfidi Predoni (che amano dare inizio alle danze colpendovi dal nulla con un abile cecchino), Deacon può rispondere con un inventario che, pur non brillando per varietà, presenta fucili d’assalto, fucili a pompa, pistole e oggetti contundenti di vario tipo, come mazze di legno e da baseball. Come la benzina per la moto, i proiettili per le armi sono offerti ai giocatori con il contagocce, rendendo preferibile (in teoria) un approccio stealth, non fosse che la realizzazione tecnica delle sequenze di combattimento non è che faccia esattamente gridare al miracolo. L’I.A. nemica passa dall’ignorarvi completamente al conoscere immediatamente la vostra posizione anche per una sola freccia scagliata, in maniera non del tutto chiara e credibile. Si tratta di imprecisioni tecniche che finiranno, puntualmente, a mandare all’aria i vostri progetti stealth in favore dell’ennesima sparatoria per avere la meglio sul nemico. Oltre alle poco convincenti fasi stealth, troviamo un solo altro elemento in grado di non brillare in maniera convincente: la fluidità del motore grafico. Quando si è in prossimità degli accampamenti, infatti, si assiste a dei cali di frame-rate piuttosto preoccupanti, che influiscono negativamente anche sulla guida.

Nonostante qualche imprecisione tecnica di troppo, Days Gone si è rivelato essere un titolo in grado di emozionare grazie ad una storia ben scritta ed un mondo di gioco vivo, convincente, aggressivo, spietato. Vissuto, inoltre, rigorosamente in sella ad una moto.

VOTO:
9
su 10

Giuseppe Fragola

Dall'ormai lontano 1997 abbatto Draghi virtuali, salvo Principesse, mando in visibilio gli stadi di mezzo mondo a suon di gol e anniento avversari con ogni mezzo a disposizione (dagli hadouken alle spade infuocate). Non vedo ragione per smettere, quindi continuo!

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