ANCESTORS: THE HUMANKIND ODYSSEY – RECENSIONE DELLA VERSIONE PS4

ANCESTORS: THE HUMANKIND ODYSSEY – RECENSIONE DELLA VERSIONE PS4

Debutta, finalmente, anche su Console, Ancestors: The Humankind Odyssey, titolo sviluppato dallo studio fondato da Patrice Desilets, Panache Digital Games e pubblicato da Private Division.

Scopo di Ancestors è quello di far immedesimare il giocatore in un’emozionante survival horror che ripercorre i primissimi passi del genere umano (almeno secondo la storia ufficiale), facendo vestire i panni di un intero gruppo di primati, che oscillando costantemente tra un tentativo riuscito ed un fallimento, vedrà il proprio DNA evolversi attraverso le ere.

Ancestors: The Humankind Odyssey è ambientato in una bellissima (quanto mortale) giungla africana primordiale. Controllando un primate attraverso la visuale in terza persona, il giocatore sentirà immediatamente su di sé tutta l’eccitazione della scoperta ed un senso costante di pericolo per tutto ciò che lo circonda, specie se potenzialmente pericoloso.

Il motore grafico utilizzato per lo sviluppo del gioco su Console, Unreal Engine 4, ha permesso agli sviluppatori di riprodurre delle ambientazioni di gioco davvero fantastiche, totalmente immersive, sebbene il frame rate risulti limitato a 30 (l’altra possibilità è quella di disabilitare la sincronia verticale per sbloccare il limitatore di FPS, ma ciò è possibile farlo soltanto su Ps4 Pro).

Come ogni survival che si rispetti, anche Ancestors: The Humankind Odyssey presenta molti elementi ripetitivi all’interno della sua struttura gameplay, ma funzionali per rendere a schermo il concetto della scoperta continua, dell’impossibilità di procedere oltre se prima alcune conoscenze non vengono apprese, con fatica, tentativo dopo tentativo. Accade così che per dormire bene si debba apprendere l’arte del creare un giaciglio comodo, così come, avvelenamento dopo avvelenamento (a patto che non sia di natura mortale), il proprio primate apprenderà quale frutto è possibile mangiare e quale, invece, evitare come il più grande dei pericoli.

La giungla africana è un luogo spietato, dove creature antiche come il Pitone di Seba, l’adcrocuta ed il Bufalo Nero (solo per citarne alcuni), possono in qualsiasi istante decretare la fine dell’avventura. Sarà necessario imparare ad interpretare i segnali, gli odori, per poi comunicare con la propria piccola tribù. A questo proposito, va sottolineato il modo abbastanza originale con il quale il team di sviluppo ha affrontato il discorso del “Game Over”. Non si arriverà al termine dell’avventura fino a quando resterà in vita almeno un primate della tribù attraverso la quale si sta scrivendo la storia. Morto ogni componente del gruppo, l’avventura terminerà e si sarà costretti a ripartire da zero. Ere che si riavvolgono, patrimonio genetico, esperienze, sensazioni, profumi… Ancestors è uno splendido simulatore di un mondo spietato ma verso il quale il forte richiamo non può essere ignorato.

  • ANCESTORS: THE HUMANKIND ODYSSEY

L’impatto grafico di Ancestors è notevole, sebbene alcune textures siano palesemente realizzate in bassa definizione. Un compromesso accettabile, se si pensa alle dimensioni del team di sviluppo ed al budget messo a disposizione per il progetto, non certo considerato un Tripla A. Risultano particolarmente ben riusciti (anche se, forse, un po’ troppo invadenti) gli effetti visivi che mantengono il giocatore in un costante stato di ansia e allerta, ed a ciò fa eco la colonna sonora e gli effetti audio, incredibilmente immersivi.

Probabilmente l’aspetto meno riuscito è quello relativo all’IA che gestisce i movimenti ed i comportamenti degli altri componenti della tribù, che non sembrano sempre in grado di fare la cosa giusta al momento giusto, disallineandosi da un’atmosfera che rende questo titolo un’esperienza unica nel suo genere. Un richiamo profondo dal centro di una giungla primordiale, che vibra tra gli elementi che costituiscono il DNA di ognuno di noi. Un survival accattivante, in parte oscuro, che non mancherà di stregarvi.

VOTO
8 su 10

Giuseppe Fragola

Dall'ormai lontano 1997 abbatto Draghi virtuali, salvo Principesse, mando in visibilio gli stadi di mezzo mondo a suon di gol e anniento avversari con ogni mezzo a disposizione (dagli hadouken alle spade infuocate). Non vedo ragione per smettere, quindi continuo!

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